Demoni – Corinna Zaffarana – Luxco Edizions 2019

La nostra rubrica “Il libro in vetrina” debutta con la recensione di un testo di grande interesse: Demoni, scritto dalla storica e ricercatrice Corinna Zaffarana e pubblicato per i tipi della casa editrice internazionale LuxCo.

Al di là del valore intrinseco che, a nostro avviso, caratterizza il testo, se per tenere a battesimo questa rubrica abbiamo scelto Demoni è anche perché il libro è veramente una novità recente, essendo uscito appena pochi giorni prima che il sito di Formamentis andasse online.

Apriamo questa recensione in maniera anomala, vale a dire anticipando il verdetto che, in genere, viene formulato alla fine. Il volume è davvero molto interessante e completo, ma al tempo stesso divulgativo, e unisce la storia all’antropologia, l’archeologia alla filosofia, il tutto “condito” con un indispensabile quanto azzeccato tocco di storia dell’arte.

Il viaggio nella storia dell’ideazione del demone inizia con un’analisi linguistica, prosegue con Omero, con Esiodo e con il teatro greco per passare a Roma, all’Etruria e arrivare – dalle selve e della chiese del medioevo – fino alle fiabe prima e all’arte cinematografica poi.

Pagina dopo pagina, il lettore incontrerà demoni di ogni sorta: dall’astratto daimon dei poemi epici – una forza numinosa che pone l’uomo in collegamento con gli Dei – al mostruoso demone del teatro tragico, proiezione delle maledizioni e dei sensi di colpa.

Naturalmente, ci si avventura anche alla scoperta del demone speciale degli Orfici e, poi, di Socrate e di Platone: l’intermediario fra il Filosofo e la Virtù, la spinta “erotica” che conduce il Ricercatore alla Sapienza.

Dalle tombe della tarda cultura etrusca, in cui già s’incontrano demoni spaventosi, ritratto di una percezione inquietante della morte quale specchio del tramonto di una cultura, si passa all’Agathodemone, al Genius romano e infine alla sorprendente analisi di divinità di natura liminale quali Ermes e Dioniso.

Fra le immagini delle chiese medievali s’incontra la diversità dell’espressione del demone-demonio, simbolo del male inteso quale caos distruttivo del potere ordinatore del Dio giudaico-cristiano; fra le selve che si stendono al di fuori delle medievali mura cittadine si aggirano invece il lupo di Gubbio dei Fioretti di San Francesco come il trickster che si concretizzerà nelle leggende di Robin Hood.

Al termine del XIII-XIV secolo si assiste invece al fiorire del Grimori e alla moda delle Evocazioni demoniche: nelle pagine dedicate all’Ars Goethia il lettore troverà però non solo la spiegazione del rito salomonico e un’agile tabella delle principali attribuzioni dei molti demoni che popolano la corte infernale, ma anche un’analisi sociale di questa nuova forma dell’immaginario collettivo, che proietta in queste ricercate dispercezioni le ombre recondite dell’anima così come le più impellenti necessità vitali.

Ecco dunque che il viaggio giunge a un certo punto all’epoca nera della Caccia alle Streghe e dei demoni del Sabba: in questa sezione dell’opera viene offerta un’analisi davvero lucida della complessità di un fenomeno che per troppo tempo è stato oggetto di spiegazioni monodimensionali (dall’isteria collettiva alla superstizione).

Dalle primeve ritualità iniziatiche si arriva così alle fiabe, ove sotto la funzione di AiutantiAntagonisti o Mandanti – s’incontrano diverse figure liminali, cioè appunto “demoniche”: Barbablù, il Gatto con gli Stivali, il macabro Pifferaio magico.

Proprio da queste figure divine di custodi della soglia iniziatica si passa a Freddy Krueger – Nightmare prima e al pagliaccio IT in ultimo. Il primo è il demone onirico-sciamanico portatore del caos così come della verità, a cui spetta il compito di stigmatizzare le false certezze di una società borghese e benestante. Freddy è il prodotto delle ombre di una società tanto formalmente perfetta quanto sostanzialmente incapace di tenere fede alle proprie promesse di felicità, benessere e salute. IT, al contrario, è una riformulazione di Barbablù e del Guardiano della Soglia, è la forza liminale che si muove nell’ombra di un mondo di ordine apparente, la cui epifania, per quanto terribile e foriera di morte e dolore, consente all’uomo comune di compiere la propria trasmutazione in eroe, liberandosi dal gioco dell’inettitudine e della mediocrità.

Conclusioni

Fatta questa veloce disamina dei contenuti del libro, ci preme sottolineare che l’opera risulta ben scritta e, soprattutto, di grande scorrevolezza. Gli approfondimenti e gli aspetti più tecnici, infatti, sono lasciati in genere alle abbondanti note e ai numerosissimi riferimenti bibliografici, così consentendo una lettura agevole al lettore che per la prima volta si accosta a queste tematiche.

Sotto certi aspetti, Demoni può risultare persino una lettura sconvolgente: dall’idea di stampo cristiano del demone-demonio emerge chiaramente il ruolo originario e fondamentalmente mantenuto da parte della “categoria demone” intesa quale elemento capace di colmare lo spazio fra l’umano e il divino. “Demone” è qualsiasi cosa stia fra la dimensione finita e mortale e quella infinita e trascendente. Un demone, perciò, a parere dell’autrice, non è propriamente leggibile come un archetipo, quanto come il tentativo – operato da ogni civiltà – di significare e rappresentare quel divario ignoto fra ciò che separa la formazione di un’emozione dall’emozione stessa; la formazione di un “pensiero dal pensiero”.

Sotto questo aspetto, la categoria sacrale del demonico si fa simbolo dell’angoscia propria della liminalità, di tutto ciò che non può trovare una sua stabile classificazione.

Intolleranti per loro natura a quanto estraneo alla ragione, le religioni bibliche del Dio-Logos fanno del demone il segno tangibile del Male Assoluto e fine a sé stesso che permea l’universo in contrapposizione al Bene divino; e tuttavia il daimon resiste e torna a fare capolino, secondo la sua propria natura, fra i dipinti delle chiese, nelle leggende medievali, fra le pagine delle evocazioni goetiche, nelle fiabe e infine nel cinema.

In conclusione, non possiamo che consigliare fortemente la lettura di un’opera tanto rara per il valore dei contenuti, per la completezza e per la scorrevolezza con cui è scritta.

Buona lettura!

Per maggiori informazioni sull’autrice:

https://corinnazaffarana.wordpress.com/chi-sono/

https://www.youtube.com/user/CTA102Centrostudi

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