Quale ausiliare si usa con i verbi servili?

I verbi servili, com’è noto, sono dovere, potere e volere.
In alcuni casi, ovviamente, si possono utilizzare da soli e allora prendono come ausiliario avere.
Ad esempio:

non ho pututo
avrei voluto
avrebbe dovuto

Quando, invece (come accade il più delle volte), il verbo servile è seguito da un altro verbo, la regola è che bisogna usare l’ausiliare previsto per quest’ultimo. Quindi, ad esempio

ho dovuto rinunciare
sono dovuto partire

Nel primo caso, dunque, “dovere” prende l’ausiliare che la grammatica prescrive anche quando esso viene usato da solo (“avere”).
Nel secondo caso, invece, “dovere” prende l’ausiliare “essere”, che in effetti non è il suo, ma viene imposto dalla presenza del successivo “partire”, dando vita a un “sono dovuto” che, a mio parere, non suona benissimo.
La regola, tuttavia, è questa.
C’è, naturalmente, un’eccezione: quando i verbi servili sono seguiti dal verbo essere, avranno sempre l’ausiliare avere. Ad esempio, “non ho voluto essere candidato”.
In definitiva, dunque, la questione dell’ausiliare da utilizzare con i verbi servili è giusto un tantino complessa e riassumibile in poche, semplici regole:
1. per essere certi di non sbagliare, sarà sufficiente scegliere l’ausiliare del verbo retto dal servile; ad esempio: “Ha dovuto riposare” (in quanto “riposare” ha come ausiliare “avere); “è dovuto partire” (in quanto “partire” ha come ausiliare “essere”);
2. se il verbo che segue il servile è intransitivo, si può usare sia “essere” che “avere”; ad esempio, vanno bene sia “è dovuto partire” che “ha dovuto partire”;
3. se l’infinito è accompagnato da un pronome atono (mi, si, ti, ci, vi), bisogna usare “essere” se il pronome precede l’infinito, “avere” se invece il pronome segue l’infinito; avremo quindi, ad esempio: “non si è potuto allontanare”, oppure “non ha potuto allontanarsi”); in pratica, possiamo dire anche che quando segue un verbo riflessivo, il servile prende sempre “avere”.
4. come già detto, infine, se il servile è seguito dal verbo “essere”, l’ausiliare sarà sempre “avere”

Al di là delle regole, rimane il fatto che, a volte, nella lingua italiana il “suono” derivante dall’applicazione di una norma grammaticale non è del tutto gradevole. Sarò “anarchico”, ma mi piacerebbe di più poter dire “non ho potuto andare” anziché “non sono potuto andare”.
De gustibus, naturalmente…ma sempre meno grave del malsano uso odierno di “piuttosto che” o dell’invasione di inutili inglesismi che stanno deturpando il nostro meraviglioso idioma.
Alla prossima.

Giuseppe Verdi

 

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