Unità 731: un fantasma nel presente

La Famigerata Unità 731

di Rossana Carne

 

La famigerata Unità 731 è, oggi, tristemente nota per essere stata la più grande fabbrica di morte dell’estremo oriente durante la II Guerra Mondiale.

Operativa fino al 1945, anno della resa incondizionata del Giappone, venne poi fatta esplodere, mentre gli scienziati rientrarono in patria cercando di sfuggire alla cattura e al processo che sarebbe seguito.

Molti ex membri dell’Unità, infatti, riuscirono a sottrarsi alla giustizia e a morire da liberi cittadini; tra questi, Shiro Ishii, creatore materiale e ideologico dell’Unità, che morì negli Stati Uniti da libero cittadino.

E gli altri?

Che cosa ne fu del loro background ideologico rimasto a questa generazione?

La storia dell’Unità 731 può considerarsi conclusa?

Ancora oggi, rimangono ancora misteri che avvolgono questo campo di sterminio giapponese, misteri ancora in attesa di essere svelati.

Nello specifico, in quest’articolo ci occuperemo di un evento dell’era moderna che a causa della sua scabrosità e di alcuni dettagli ci fa ripiombare negli anni bui dell’operatività di Ishii e dei suoi medici e scienziati.

Stiamo parlando della famosa Sindrome di Lavandonia.

Iniziando con una contestualizzazione, è necessario specificare che la città di Lavandonia è legata al mondo dei Pokemon e della Nintendo, che al lettore può sembrare totalmente slegato dall’orribile fatto storico che riguarda le fabbriche di morte giapponesi. Partendo da questo punto fermo, si rende necessario fin da subito chiarire che, pur restando nel campo delle ipotesi  in quanto si tratta di uno scandalo non supportato da una mole di documenti inconfutabili , quest’episodio ha avuto risvolti a dir poco sinistri anche nella vita quotidiana di molti bambini giapponesi di età compresa tra i 7 e i 12 anni.

A partire dal 1996, infatti, venne studiata una nuova sindrome che prese il nome di Lavandonia e che nel mondo Pokemon identifica una località in cui è possibile trovare una torre-cimitero contenente gli spiriti dei Pokemon deceduti e di alcuni altri molto particolari, tra cui il…Pokemon 731: un nome decisamente particolare per un giochino destinato ai bambini.

Facendo un passo indietro nella storia, si rende necessario specificare che tra i vari esperimenti portati avanti dall’Unità di Ishii ce n’era uno riguardante la “guerra acustica” e la manipolazione cerebrale tramite l’uso di onde bineurali e altri suoni: una sorta di esperimento MK-ULTRA 1 “versione zero”; questo laboratorio sperimentale era il “Regno” del Dottor Hoshu Nakamura, parente di Shin Nakamura, ovvero il compositore e ideatore del motivetto musicale di Lavandonia, lo stesso che accompagna il giocatore proprio in quella porzione di gioco. Il solo motivetto, infatti, fu studiato per creare un vero e proprio fastidio nell’ascoltatore e grazie ad alcuni studi condotti dopo il manifestarsi della sindrome si scoprì che era stato composto con toni bineurali, quindi capaci di interagire e di interferire con il cervello, in particolare quello dei soggetti giovani e di quanti usavano costantemente gli auricolari per giocare.

Una volta compreso il ruolo centrale del motivetto, analizziamo per un momento il misterioso Pokemon 731.

Anche questo si trova a Lavandonia e più precisamente nel percorso 7, zolla d’erba n. 31, ed è caratterizzato da un aspetto demoniaco, enfatizzato al momento della sua presentazione, in cui appaiono, inoltre, alcuni frame statici contenenti una ventina di fotogrammi alquanto singolari. In uno, infatti, appare Shiro Ishii, in un altro l’edificio dell’Unità 731 e in un terzo il kanji di Imperatore.

Quando il giocatore combatte con questa creatura, la musica risulta accelerata di tre volte, mentre, se si tenta di catturare il Pokemon, improvvisamente il gioco si blocca per riavviarsi con la musica accelerata di ben dieci volte. Proprio queste continue accelerazioni sarebbero la causa di alcuni strani sintomi tra cui mal di testa, perdita di sangue da naso e bocca, fortissime emicranie, aumento dell’aggressività, sanguinamento dagli occhi, sbalzi di umore, isolamento e inattività, nonché  nel 70% dei casi – tendenze suicide. Ad aumentare l’aspetto sinistro di questa vicenda, sembra che questi sintomi colpiscano solo soggetti dai 7 ai 12 anni.

Come mai è venuta alla luce questa storia, che sembra uscita da un film horror?

Per il semplice fatto che il figlio di Shin Nakamura, il piccolo Ken, di sette anni, fu il primo a essere utilizzato come cavia per capire se il motivetto di Lavandonia producesse davvero i suoi effetti e quando purtroppo morì, il padre Shin decise di suicidarsi, mentre la moglie Harue denunciò l’accaduto. Una famiglia distrutta, quindi, nella quale rimane in vita solo la vedova, che a distanza di tempo decise di rendere pubblica una lettera lasciatagli dal marito.

Vi era scritto:

Cara Sato…stasera è la vigilia di una nuova era per il Giappone e di un nuovo impero, di cui sono responsabile. Non posso, tuttavia, soffermarmi a vedere la mia creazione dispiegarsi nei prossimi mesi, poiché le visioni del lavoro di mio padre mi perseguitano…Il nostro caro Ken sarà il primo martire per l’impero, seguito da molti altri bambini che mostreranno come la nostra società crollerà vergognosamente, sradicata dalla propria gioventù. Una fenice sorgerà dalle ceneri, il secondo Grande Impero Giapponese…

A seguito di questo scandalo, la questione venne insabbiata e il gioco ritirato al fine di prevedere una versione senza il motivetto di Lavandonia. Di questo triste aspetto, oggi, non rimangono fonti certe, in quanto i dossier con le indagini e i vari esami condotti non sono ancora disponibili e non sappiamo nemmeno che fine abbiano fatto.

La storia del Pokemon 731 e la testimonianza di Harue Sato sono state dunque cancellate, oppure classificate come dichiarazioni fasulle e senza fondamento.

1 Progetto MK-ULTRA era il nome in codice di un programma illegale e clandestino di esperimenti sugli esseri umani studiato e messo in atto dalla CIA durante gli anni cinquanta e sessanta del XX secolo, che aveva come scopo quello di identificare droghe e procedure che, integrando altre tecniche di tortura, facevano confessare le persone che a esso erano sottoposte. Organizzato tramite la Divisione Scientifica dell’Intelligence, il progetto fu coordinato con la Divisione Operazioni Speciali dei cosiddetti Chemical Corps dell’esercito degli Stati Uniti. Il programma fu approvato ufficialmente nel 1953, fino a essere ridimensionato nel 1964 e ridotto ulteriormente nel 1967, ma interrotto ufficialmente soltanto nel 1973. Tra le attività illegali condotte, l’uso di cittadini statunitensi e canadesi come soggetti di prova inconsapevoli, il che destò non poche polemiche riguardo alla legittimità di questi esperimenti.

 

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