YESHU’A – Gioacchino Nicotri

Simbolo di un processo energetico universale

14,90 

YESHU’A – Gioacchino Nicotri

 

Allo stato attuale, nessuno può rispondere in maniera certa ad alcune domande relative all’esistenza, alla vita, all’universo, all’energia, alla materia, a Dio; né la scienza, che si sforza di darne una valida chiave di lettura, né tantomeno le religioni, che non fanno altro che esprimersi con i propri dogmi. Questo libro tenta di esporre alcune congetture, frutto di intuizioni su argomenti che da sempre sono oggetto di ricerca e di fede. Nello specifico, a parere dell’autore le teorie della fisi-ca quantistica sull’universo e sulle dinamiche dell’esistenza possono considerarsi sovrapponibili ai contenuti dei “testi sacri” e quasi coincidenti con i loro assunti, nonché alle congetture di alcune libere teologie. Il tutto viene arricchito dalle ultime scoperte delle neuroscienze. Grazie alla lettura dei testi – al netto di interpretazioni apologetiche –, ci rendiamo conto che essi contengono i principi e le leggi che caratterizzano lo scambio continuo e sistematico tra le vibrazioni cosmiche della coscienza universale e quelle relative alla coscienza individuale, contenute nei microtubuli neuronali. Oggi, finalmente liberi di ricercare, studiare o semplicemente leggere e documentarci, ci accorgiamo quanto siamo vicini alla comprensione della logica dell’esistenza o, almeno, al suo più cosciente approccio.

 

Gioacchino Nicotri

Biografia

Gioacchino Nicotri è nato il 13 marzo 1947 a Palermo, dove vive. Laureato in giurisprudenza, è avvocato cassazionista, psicologo con specializzazione in psicologia sociale e abilitazione alla relativa docenza. Si interessa di letteratura medica e di cultura musicale. Da oltre dieci anni si dedica anche ai testi sacri e di religione, mettendo per iscritto le proprie riflessioni che riguardano la nascita dei miti e degli archetipi, oltre che le antinomia, i paradossi e le violenze del cattolicesimo, nonché le invenzioni dogmatiche della chiesa.
Della sua crisi spirituale, dice:
“Giunto ad un’età matura, dopo un susseguirsi velocissimo di accadimenti  che hanno caratterizzato la mia vita, magari facendomi balzellare dall’ansia a un’estroversione esplosiva, da un’apparente gioia a una cocente delusione, da un’introversione a una depressione profonda, è giunto il momento decisivo in cui ho messo in discussione tutto quanto. E’ arrivato il momento in cui mi sono accorto di essere solo, maledettamente solo; al punto di sprofondare  in quella crisi esistenziale che ti fa accorgere della mancanza di senso della vita, dell’inutilità dei tuoi impegni, degli altrui egoismi, del vuoto che circonda le nostre illusioni che irrimediabilmente si sono trasformate in delusioni.
L’arroganza e la profonda superficialità dei cosiddetti “padri spirituali” di turno che, recitando le solite e reiterate falsità, nulla hanno apportato alla mia crisi, se non il convincimento che dovevo essere io, e soltanto io, a cercare Dio…quel dio che non ho mai trovato. Se poi a tutto ciò si aggiunge la  tautologica elucubrazione di alcuni teologi (rectius: apologisti) che si traduce in assurde e confuse apologie prive di logica, si comprende come allora mi sia accorto  della dolosa strategia nella condotta perpetrata in svariati secoli dalla chiesa. Inoltre  lo studio di scienziati e pensatori dello spessore di Feuerbach, Marx, Nietzsche, Freud, JungRussell e tanti altri, hanno rafforzato la mia considerazione,  ed ecco…mi sono accorto di non essere più credente.
Infatti, dal tentativo di capire dove i sedicenti detentori della cosiddetta verità hanno truffato culturalmente l’umanità, alla propensione a cercare di scoprire l’aspetto motivazionale, il passo è stato breve. Negli ultimi anni, infine, ho maturato il pieno convincimento che l’umanità, la parte costituita dai furbi, si è divertita a inventare le religioni, le favole sugli dei e loro familiari, soltanto per elaborare sottili strategie di dominio temporale e militare (dapprima) e psicologico (oggi), pur di esprimere un immenso potere sulle masse ingenue, dominarle e gestirle a piacimento per i loro discutibilissimi fini.
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